La rivoluzione di Industria 4.0 ha modificato i processi produttivi e i tradizionali strumenti di analisi delle aziende. Un cambiamento che ha riguardato anche un aspetto imprescindibile per ogni impresa: la tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro.

 

Le novità tecnologiche influiscono sulla tutela della salute

La questione è centrale, e va affrontata tenendo conto di alcuni aspetti sfaccettati e di tanti nuovi scenari, discussi in un numero sempre più elevato di convegni e seminari, come “Lavoro che cambia: cambia la prevenzione?”, organizzato lo scorso aprile a Milano dalla CIIP (Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione).

Tra i vari temi toccati dai relatori durante la giornata, spicca l'impatto positivo che la maggiore informatizzazione dei processi produttivi porterà sulle problematiche dell'ergonomia fisica dei lavoratori, grazie a tre principali vantaggi: diminuzione di infortuni e malattie professionali – l'INAIL stima che in Italia il danno economico di queste due componenti sia superiore al 3% del PIL –, facilitazione del reinserimento dei lavoratori fragili, grazie ai nuovi sistemi di produzione, e miglioramento nella gestione dell'invecchiamento della forza lavoro.

Una serie di opportunità che, per verificarsi, necessitano tuttavia di una modalità di approccio olistica, “attenta alle esigenze di salute e sicurezza dei lavoratori” e non legata solamente a fattori economici. Aspetti a cui si affianca un ulteriore nodo ancora da sciogliere: quello relativo all'attuale normativa in materia, che rischia di rivelarsi inadeguata di fronte ai mutamenti tecnici e organizzativi introdotti da Industria 4.0. Da più voci emerge la richiesta di un aggiornamento della normativa stessa, con il passaggio a un impianto giuridico simile a quello delle altre nazioni europee.
Un solco in cui si inserisce la proposta già avanzata dall'ANMA (Associazione Nazionale Medici d'Azienda e competenti) per un modello di “sistema di prevenzione aziendale” basato sul lavoro di squadra, attraverso la costruzione di un team aziendale capace di comprendere competenze tecnico-impiantistiche (safety), di medicina e igiene del lavoro (health) e di ergonomia e organizzazione. E in grado, quindi, di essere l'espressione concreta di una logica strategica per il successo delle azioni preventive.

Una strada che appare oggi la più efficace per continuare a coniugare sicurezza e crescita economica.