Il futuro della manifattura si gioca tra opportunità infinite e necessità di riorganizzazione. Parola della rivista Forbes, che ha provato a tracciare i contorni di un avvenire industriale tutto da decidere.

La manifattura di domani: tra novità e opportunità

“Nel passato abbiamo avuto la produzione di massa come principale paradigma della manifattura. Oggi invece stiamo assistendo a qualcosa di diverso – spiega a Forbes Li Zheng, docente e vice presidente della Tsinghua University di Pechino –: in questa nuova rotta ingegneri, scienziati e designer possono fare cose che potevano solo sognare un decennio fa». Considerazioni su cui si sovrappone un recente report del World Economic Forum, secondo cui 75 milioni di posti di lavoro verranno eliminati – nel settore – dall'avvento della tecnologia, entro il 2025. Viceversa, però, la necessità di nuove professionalità per regolare il rapporto con l'intelligenza artificiale ne creerà 133 milioni. Un rapporto con saldo positivo, che portera con sé anche un'evidenza collaterale: occupazioni di tipo freelance e part-time diventeranno maggioritarie.

«La nostra necessità è di preparare studenti del 21esimo secolo per lavori del 21esimo secolo – ha aggiunto alla rivista Michael Grieves, direttore esecutivo del Center for Advanced Manufacturing and Innovative Design (CAMID) al Florida Institute of Technology –. Per farlo dobbiamo incorporare le tecnologie con cui sono cresciute le persone che entrano nel mondo del lavoro». Uno scivolamento che riguarda anche il modo di approcciarsi ai prodotti: dall'oggetto alla sua applicazione.

«Le persone non vogliono un trapano, vogliono un buco» l'esempio utilizzato da Grieves per spiegare il cuore della questione, approfondita anche da Li. «La tecnologia in sé non è la cosa più importante per le imprese – ragiona –. Non quanto il raggiungimento di obbiettivi aziendali quali l'automazione, che può incrementare la produttività. Ciò significa legare la tecnologia a un risultato: non basta acquistare un software e installarlo, serve insegnare alle persone come usarlo». Ma quali sono le principali novità che attendono la manifattura? Su tutte, la realtà aumentata (AR), in cui un computer sovrappone le informazioni al campo visivo dell'utente».

«Porterà un immenso campione di vantaggi – chiudono i due esperti –. I lavoratori possono utilizzare gli occhiali AR per imparare come assemblare correttamente le attrezzature: gli occhiali sovrapporranno le istruzioni direttamente sopra l'ingranaggio, forse chiarendo con linee e frecce in quale direzione devono essere installati i componenti. Di conseguenza, i dipendenti impareranno più velocemente, riducendo il tempo e il denaro necessari per la formazione».