«Le piccole e medie imprese sono il motore pulsante dell'imprenditoria bresciana e italiana». Parola di Elisa Torchiani: amministratore delegato della Torchiani srl, l'azienda di famiglia (commercializza prodotti chimici per l'industria) e, da un anno e mezzo, a capo del Comitato Piccola Industria dell'Associazione Industriale Bresciana, che raggruppa e rappresenta le Pmi.

Elisa Torchiani

«È un ruolo delicato, ma lo vivo con grande passione. Le Pmi sono propulsori di valori su tutto il territorio – racconta –. Realtà attente alla pianificazione, al risparmio e all'equilibrio. Su questo tema, in Aib, puntiamo molto. Il confronto con i colleghi è continuo: in azienda, ma anche nella stessa Aib». Un dialogo costante, quindi, e decisamente stimolante.

«Attualmente c'è però un po' di preoccupazione per la contrazione economica italiana – prosegue Torchiani –. Una preoccupazione che deriva in particolare da una sensazione: sembra si stiano prendendo misure di penalizzazione verso gli investimenti e in ottica 4.0. Ma anche le ore di alternanza scuola-lavoro appaiono destinate a ridursi». Un tema, quest'ultimo, su cui la Piccola è da sempre attenta, come dimostra il “Pmi Day”, giunto alla sua nona edizione.

«Un'iniziativa che cresce: per tre giorni, dal 15 al 17 novembre, le aziende iscritte hanno aperto le loro porte agli studenti delle scuole medie e superiori – spiega –. Non solo realtà manifatturiere, ma anche agricole, con il prezioso contributo di Confagricoltura. Nel 2010, all'esordio, presero parte 12 imprese e 280 alunni. Oggi sono, rispettivamente, 130 aziende e 4mila studenti. Il grado di soddisfazione espresso dai partecipanti è stato molto alto, ma sappiamo che possiamo ancora migliorare alcuni dettagli.

A inizio 2019, poi, si terrà un apposito workshop per definire i prossimi progetti sul tema». Che serviranno anche a colmare la lacuna di tecnici specializzati a cui sarà interessata Brescia nei prossimi anni. «Il Pmi Day aveva anche la finalità di coinvolgere le scuole medie sotto questo punto di vista. Il percorso di scelta parte presto, e serve prestare sempre più attenzione alla formazione. Per evitare, appunto, carenze in determinati settori». Infine una suggestione: si accenna da più parti a un ministero ad hoc per le Pmi.

«A livello personale non la ritengo troppo stimolante come strada – l'ultima riflessione –. I ministeri esistono già, forse sarebbe meglio farli funzionare a dovere. Nell'ultima assemblea generale dell'Aib a novembre, il presidente Giuseppe Pasini è stato molto chiaro in tal senso. È importante mantenere e incentivare l'economia, che è la chiave di volta: valorizziamo quello che gli imprenditori stanno facendo».