Automazione ed efficienza che si traducono in risparmio, per rispondere alle sfide globali. «Il nostro mercato di riferimento diventa sempre più competitivo. E, proprio per questo motivo, tocca a noi esserlo altrettanto, a livello di costi di produzione». 

Di corsa verso
il futuro

Parola di Stefano Cantini, Operations Director della divisione Railway alla Lucchini Rs, storica realtà di Lovere da sempre specializzata nella produzione di materiale rotabile per treni, tram e metro. Cantini è in azienda dal 2002, e ha la giusta visione d'insieme per prevedere le sfide del futuro, ma anche raccontare il presente del settore e l'evoluzione conosciuta dalla Lucchini nel corso degli anni. Sino all'attualità. 

«Oggi contiamo 5 siti: oltre a quello italiano siamo presenti in Inghilterra, Polonia, Svezia, Belgio e Austria – spiega –. Abbiamo 1.300 occupati a Lovere, 3.000 a livello di gruppo. Motivo per cui l'efficienza è un aspetto fondamentale. In tutti i settori, e in particolare in quello ferroviario».

Il segreto? «La digitalizzazione consente di avere processi stabili e ripetibili – svela il protagonista –, di avere scarti minimi e di ottenere dei risparmi in termini di manodopera. La politica dell'azienda negli ultimi 8 anni è stata chiara: sono stati investiti circa 300 milioni di euro in impianti all'avanguardia, sia per la trasformazione a caldo che per le lavorazioni a freddo. E nel prossimo periodo si continuerà su questo solco».

Un tema, quello del risparmio e dell'efficientamento, che corre parallelo al rapporto con il Gruppo Grazioli. «Cerchiamo insieme di ottimizzare e migliorare continuamente le capacità delle lavorazioni meccaniche, abbattendo l'incidenza dei costi legati a inserti e utensili – prosegue Cantini –. Un rapporto di filiera insomma, che funziona bene. In generale puntiamo a esternalizzare gli aspetti del business che per noi non sono centrali: un'operazione che porta un concreto vantaggio economico».
Analizzati i confini societari, restano quelli dell'intero comparto ferroviario. «È un settore che ha normalmente dei cicli abbastanza lunghi, dettati dagli investimenti pubblici – l'ultima riflessione –. In questo momento gode di buona salute: come Lucchini abbiamo una presenza globale e, di conseguenza, quando qualche area è in fase di discesa ce ne sono altre in fase di salita. In generale il comparto vanta un buono stato e, soprattutto, si investe sempre di più in ricerca, verso veicoli leggeri e a basso impatto ambientale».
A tutta velocità quindi, verso il futuro.