Imprenditoria e politica vivono disallineate: è questo il principale tema emerso durante il World Manufacturing Forum, in scena lo scorso settembre a Villa Erba di Cernobbio.

Competenze e nuova manifattura: le vie per il futuro

“Siamo in un’epoca straordinaria, che ha portato nuove ed eccezionali sfide – ha spiegato durante il meeting Diego Andreis, presidente di Ceemet, (Council of European Employers of the Metal, Engineering and Technology-Based Industries) –. L’accelerazione esponenziale delle tecnologie ha creato nuovi scenari, per i quali siamo totalmente impreparati. E lo siamo a livello di leadership, management e anche di lavoratori. Non abbiamo le skill necessarie, siamo insufficienti a livello scolastico: qui siamo rimasti indietro a tanti anni fa, quando i professori insegnavano sempre nello stesso modo.

Anche i governi, perfino a livello continentale, non sembrano avere questi cambiamenti ai primi posti nella loro agenda. L’Europa dovrebbe investire maggiormente». Le parole di Andreis si sono trasformate in una sorta di ideale manifesto dell'evento comasco. Declinato, quindi, in due obbiettivi: cogliere le straordinarie opportunità offerte dalla tecnologie e colmare le carenze formative che continuano a caratterizzare il sistema Italia, diviso tra gli impulsi del Piano Impresa 4.0 e le lacune sul piano didattico. Lo scivolamento diventa quindi inevitabile: l'acquisizione delle competenze si sposta dalla scuola all'azienda. Un concetto di forte attualità, che coinvolge le imprese a tutti i livelli, dalle Pmi ai gruppi in espansione come Grazioli, sino ai colossi della siderurgia e metallurgia.

«Ci siamo dovuti inventare una nuova modalità di formazione, che ci consenta di essere in prima linea nella crescita delle competenze dei nostri dipendenti – ha aggiunto Andreis –. La scuola non riesce a svolgere il suo compito di educare i giovani alle professioni, tant’è che questo si traduce in una bassissima occupazione giovanile nel nostro paese, ai livelli peggiori d’Europa. Le aziende stanno rapidamente diventando, grazie a importanti investimenti che sono stati fatti nel 2017 e che sono proseguiti anche nel 2018, il luogo migliore per formare le persone. Ma il management deve evolversi e incentivare una migliore creazione di una cultura d’impresa».

Un segno netto, tracciato verso il futuro e le trasformazioni che interesseranno il mondo della manifattura, sempre più orientato sulle competenze e su un approccio «local to local», per cui il grande livello di digitalizzazione consentirà di evitare i processi di delocalizzazione.